Mio padre mi ha chiesto di scrivere di loro. Non ho avuto modo di incontrarli nemmeno di sfuggita, non ho avuto modo di conoscere il luogo dove lavorano e sono presenti quotidianamente ma ho sentito parlare di loro. Ho ascoltato dalla voce di mia madre, da quella di mio fratello e dalla voce affaticata ma entusiasta di mio padre.
Parlo degli
Infermieri e dei Medici del reparto di Day Hospital Oncologico dell'Ospedale Villa Albani Anzio (RM).
Mio padre mi ha chiesto di 'raccontarli' perché con loro si è sentito al sicuro. Da loro ha ricevuto tempo, cura e presenza. Voi direte che è normale, fa parte del lavoro che hanno scelto di fare. Sì, è vero, fa parte del loro lavoro ma non è scontato e non è solo lavoro. Si capisce quando c'è qualcosa in più della semplice prassi lavorativa. Si sente.
Io la chiamo PRESENZA e non mi stancherò mai di mettere in evidenza questa semplice parola. Bisogna avere un gran talento per regalare 'presenza', bisogna essere il più vicino possibile a se stessi, bisogna avere cuore. Non è solo lavoro.
Credo sia proprio questo che mio padre ha percepito in quei giorni un po' faticosi, un po' nuovi, un po' ovattati dalla paura ma pieni di voglia di vivere. Ha percepito presenza perché in quel posto le persone si fermano davvero, sono lì e contano le gocce di vita che scende. Gocce di vita che scorrono nelle vene e fanno bene... e fanno star male.
Il tempo si ferma in quei momenti ma loro, gli
Infermieri e i Medici del reparto Oncologico dell'Ospedale Villa Albani Anzio, ci sono, e sono presenti.
Mia madre ha sciolto la tensione di quella prima visita, quella prima volta che è andata per accompagnare mio padre. Mi ha parlato di sorrisi, di parole semplici e naturali, quelle che ti fanno sentire in compagnia, non da solo.
Mio fratello ha trovato persone chiare, dirette e disponibili con cui poter parlare.
Mio padre credo si sia sentito in luogo protetto, tra persone che si prendono cura e ti riconoscono, vedono te, il tuo carattere, la tua personalità e quando sorridono e parlano, si rivolgono proprio a te e non al paziente di turno.
Ecco... mio padre mi ha chiesto di scrivere di loro perché in qualche modo voleva fargli arrivare un
grazie speciale ma soprattutto voleva
testimoniare l'efficenza e la bellezza di queste persone, di questo reparto. Ho cercato di accogliere questo suo desiderio e non mi è stato difficile percepire l'emozione che prova parlando di loro.
Adesso un grazie liberatorio ve lo prendete anche da me. Sì, proprio da me che ero un po' più lontana e che grazie anche a voi, cari Infermieri e Medici, sono riuscita a stare più tranquilla e fiduciosa perché mio padre era in ottime mani.
Deve a se stesso, all'attenzione della sua famiglia e alle giuste cure ben riuscite la sua bella ultima notizia, ma io credo e ne sono certa che deve il suo sorriso di oggi e quello nostro, anche a voi, Infermieri e Medici del reparto di Day Hospital Oncologico dell'Ospedale Villa Albani Anzio (RM). Anche la vostra presenza ha fatto la differenza. Credo che quell'abbraccio ricevuto non lo dimenticherà mai.
Per me non è così facile pubblicare questo mio scritto, mi sento sempre un po' nuda ogni volta che parlo di qualcosa che mi appartiene così da vicino, che tocca la mia sfera privata. Capisco che è importante farlo, però, perché tra tante cose che non vanno bene, tra tante cose che fanno male, ci sono anche cose che fanno BENE.
Dobbiamo imparare a testimoniarle. Dobbiamo trovare il coraggio di farlo.
GRAZIE.
Patrizia Pisano